Le fondazioni e le torri per l’eolico offshore, dai monopali ai jacket, si costruiscono assemblando lamiere spesse in acciai ad alta resistenza che devono arrivare in saldatura con bordi puliti e ripetibili. La gamma di GBC Industrial Tools smussa lamiere da 6 a 120 mm con lavorazione meccanica a freddo, senza la zona termicamente alterata dei processi a fiamma o al plasma, coprendo virole, transition piece, nodi dei jacket e secondary steel. Sopra i 120 mm la preparazione del bordo passa da macchine speciali costruite su misura, sia stazionarie che portatili.
Cosa si prepara nella carpenteria per l’eolico offshore
Un impianto eolico offshore è, dal punto di vista della carpenteria metallica, un insieme di grandi cilindri e nodi in acciaio da assemblare per saldatura: le virole che compongono monopali e torri, i transition piece che collegano la fondazione alla torre, i nodi e le membrature dei jacket nelle installazioni su fondali più profondi, e il cosiddetto secondary steel, cioè piattaforme, scale, passerelle e strutture accessorie che completano l’opera. Ognuno di questi elementi nasce da lamiere calandrate o piastre piane i cui bordi devono essere preparati con un profilo di smusso corretto prima della saldatura.
Ecco come vengono impiegate le macchine GBC in questo contesto: le smussalamiere preparano i bordi delle lamiere prima della saldatura, le molatrici riprendono e rifiniscono cordoni e superfici dopo la saldatura, le tagliatubi intervengono sugli elementi tubolari.
Il perimetro del settore offshore wind include anche componenti che escono completamente dall’acciaio, come le pale del rotore, realizzate in materiali compositi avanzati quali fibra di carbonio e resine rinforzate.
Perché il bordo lamiera è un passaggio critico su acciai ad alta resistenza
Le strutture di supporto delle turbine eoliche offshore, comprese torri in acciaio e fondazioni come monopali e jacket, rientrano nel campo di applicazione dello standard DNV-ST-0126, che stabilisce i principi di progettazione strutturale e include requisiti su materiali ed esecuzione. Sul lato dell’esecuzione delle strutture in acciaio, la norma EN 1090-2 definisce le classi di esecuzione (EXC1-EXC4), da un set minimo di requisiti a uno più stringente in funzione delle conseguenze di un eventuale cedimento e della categoria di produzione della struttura.
In pratica, per il fabbricatore questo significa che il bordo della lamiera deve arrivare in saldatura con un angolo di smusso costante, senza irregolarità e senza la zona termicamente alterata tipica dei processi a fiamma o al plasma, che indebolisce localmente il materiale e complica i controlli. È qui che la scelta della tecnologia diventa cruciale: uno smusso meccanico a freddo riduce le variabili da controllare prima di passare alla saldatura e mantiene inalterate le caratteristiche meccaniche dell’acciaio lungo il bordo lavorato.
La gamma di GBC per la preparazione dei bordi
GBC Industrial Tools produce una gamma di smussalamiere portatili pensata proprio per questo tipo di lavorazione su acciai ad alta resistenza e spessori importanti.
L’Edge 80 lavora lamiere da 6 a 120 mm con smusso standard regolabile da 10° a 70° e smusso J da 0° a 30°, su acciaio al carbonio, inossidabile, duplex, Inconel e alluminio.
La Multiedge 80 copre lo stesso range di spessore, 6-120 mm, e aggiunge in un’unica macchina smusso standard, intestatura e splaccatura, con due display LCD per impostare angolo e profondità con precisione. La macchina è indicata anche per carpenteria pesante, navale e nucleare, settori che condividono con l’eolico offshore la stessa esigenza di bordi ripetibili su spessori elevati.
Per spessori intermedi, la Compact Edge smussa lamiere da 6 a 60 mm con testa angolare variabile da 15° a 60°, pensata per carpenteria pesante e cantiere navale, mentre la Basic Edge 50 lavora nello stesso range di spessore con angolo variabile da 10° a 70° e avanzamento automatico, indicata per carpenteria pesante, costruzioni metalliche e ponti. Entrambe sono portatili e permettono di intervenire direttamente sul bordo del pezzo in officina, senza spostare lamiere di grandi dimensioni verso una macchina fissa.
Sul secondary steel e sugli elementi più leggeri, dove gli spessori restano contenuti, la Challenge lavora lamiere da 6 a 40 mm con la sua tecnologia a nibbling (roditura), senza produrre scintille: una caratteristica utile ovunque si preferisca ridurre il rischio di innesco durante le lavorazioni in officina.
Il limite della portabilità: cosa succede oltre i 120 mm
La gamma a catalogo di GBC copre spessori fino a 120 mm, che rappresenta il limite superiore della smussatura portatile. Oltre questo spessore cambia tipo di macchina: per i pezzi più massicci della carpenteria offshore, dove le lamiere superano la capacità delle macchine di gamma, è possibile costruire macchine speciali su misura sull’applicazione del cliente, sia stazionarie che portatili. È un aspetto da considerare già in fase di pianificazione dell’officina, perché la scelta tra macchina di gamma portatile e macchina speciale dipende direttamente dallo spessore massimo che l’officina deve lavorare in serie.
Ripresa dei cordoni e lavorazione degli elementi tubolari
Il bordo preparato è solo una parte del ciclo di lavoro. Dopo la saldatura, la ripresa e la finitura dei cordoni sulle superfici cilindriche di virole e transition piece si affidano tipicamente a molatrici come la G400, semiautomatica con controllo elettronico della spinta in fase di asportazione, indicata per la lisciatura di corpi cilindrici, pali, coni e fondi, e la G800, che asporta materiale su spessori fino a 250 mm e integra di serie un pulpito di comando remoto con sistema CCTV per operare a distanza dal pezzo. Dove la struttura prevede elementi tubolari, la tagliatubi Supercutter copre anche gli ambienti più difficili: è adatta a tagliare e smussare tubi metallici in condizioni ostili, comprese le piattaforme offshore.
Questi tre tipi di macchine, smussalamiere, molatrici e tagliatubi, coprono nel loro insieme le fasi principali della preparazione e della finitura della carpenteria metallica per l’eolico offshore, dalla lamiera grezza al cordone di saldatura rifinito.
Attrezzare l’officina per la carpenteria offshore wind
Chi fabbrica fondazioni, torri o strutture secondarie per l’eolico offshore lavora quasi sempre spessori variabili sullo stesso pezzo, dalle virole più sottili ai nodi rinforzati dei jacket, e ha bisogno di una gamma di smussalamiere che copra questo intervallo senza dover cambiare macchina a ogni passaggio. La gamma di GBC risponde a questa esigenza dai 6 ai 120 mm, con le molatrici G400 e G800 a completare il ciclo sulla ripresa dei cordoni e il tagliatubi Supercutter a coprire gli elementi tubolari in ambienti difficili.
Per valutare quale combinazione di macchinari si adatta meglio agli spessori e ai profili di smusso richiesti dal proprio progetto, è possibile consultare la gamma smussalamiere GBC o contattare direttamente il team tecnico tramite la pagina Contatti.