Le molatrici per ripresa saldatura si dividono in manuali (controllo totale dell’operatore), semiautomatiche (avanzamento automatico con supervisione) e automatiche (processo completamente automatizzato). Le manuali sono ideali per lotti piccoli e geometrie variabili, le semiautomatiche per produzioni medie su virole e corpi cilindrici, le automatiche per grandi volumi e settori critici come il nucleare. La scelta dipende principalmente da volume produttivo, spessori da lavorare e livello di ripetibilità.
Cosa sono le molatrici per ripresa saldatura
Le molatrici industriali sono macchine utilizzate per creare un canale nel cordone di saldatura esistente, garantendo la preparazione ottimale per la saldatura finale. Questo processo, chiamato ripresa della saldatura, rimuove materiale dalla radice del cordone attraverso un disco abrasivo rotante, assicurando la penetrazione completa del materiale d’apporto nelle passate successive.
La ripresa della saldatura elimina imperfezioni, ossidazioni e inclusioni che comprometterebbero la resistenza meccanica del giunto. Le molatrici moderne operano senza alterazione termica del materiale base, mantenendo inalterate le proprietà metallurgiche della zona saldata: un aspetto fondamentale per strutture soggette a carichi elevati o condizioni operative critiche.
Nel settore della caldareria, queste macchine rappresentano lo strumento principale per la lavorazione di virole, serbatoi, fondi e torri eoliche. La qualità della ripresa influisce direttamente sulla tenuta e sulla durata dell’intero manufatto.
Molatrici manuali: controllo diretto e versatilità
Le molatrici manuali richiedono il controllo costante dell’operatore su ogni aspetto della lavorazione. L’operatore dirige il disco, regola la pressione e gestisce l’avanzamento in base alla propria esperienza e alle caratteristiche del pezzo.
Questa tipologia risulta ideale per lavorazioni su lamiera piana, interventi su geometrie complesse o produzioni a lotti ridotti, dove la flessibilità prevale sulla velocità. La compattezza e la maneggevolezza consentono di raggiungere zone difficilmente accessibili con macchine di dimensioni maggiori.
Il limite principale risiede nella forte dipendenza dalle competenze dell’operatore: la qualità finale varia in base all’abilità manuale e i tempi di esecuzione risultano significativamente più lunghi rispetto alle soluzioni automatizzate. Per produzioni seriali o ripetitive, questo approccio risulta quindi poco efficiente.
Molatrici semiautomatiche: il compromesso ideale
Caratteristiche tecniche delle semiautomatiche
Le molatrici semiautomatiche combinano l’automazione di alcune funzioni con la supervisione umana. In questa categoria, specifiche operazioni vengono automatizzate, mentre l’operatore mantiene il controllo generale del processo.
Il sistema di avanzamento automatico della testa molatrice elimina la variabilità legata alla pressione manuale e garantisce un’asportazione uniforme. I sistemi più evoluti integrano dispositivi di compensazione che reagiscono alle ovalità del pezzo, arretrando automaticamente in presenza di irregolarità per evitare sovraccarichi.
L’operatore posiziona la macchina, avvia il ciclo e interviene per ripristinare i parametri ottimali quando necessario. Questo approccio riduce l’affaticamento fisico e aumenta la produttività, mantenendo al tempo stesso un’elevata flessibilità operativa.
La molatrice semiautomatica G400 di GBC
La molatrice G400 monta un disco da 400 mm di diametro e raggiunge profondità di lavorazione fino a 120 mm. Il sistema pneumatico con compensazione integrata gestisce automaticamente le variazioni dimensionali del pezzo, caratteristica indispensabile quando si lavora su virole di grande diametro che presentano ovalizzazioni.
Due configurazioni della macchina rispondono a esigenze diverse: su carrello per riprese circonferenziali esterne; su manipolatore con kit ralla per riprese longitudinali e interne. La testa ribaltabile di 90° amplia ulteriormente le possibilità applicative senza richiedere attrezzature aggiuntive.
I vantaggi rispetto alla molatura manuale sono concreti e misurabili: riduzione fino all’80% dei tempi di lavorazione, eliminazione delle vibrazioni e controllo elettronico della velocità di rimozione.
Per l’industria della caldareria, dove si producono serbatoi, virole e torri eoliche, questa macchina rappresenta un investimento che si ripaga rapidamente in termini di produttività e qualità costante.
Molatrici automatiche: massima produttività
Automazione completa e controllo remoto
Le molatrici automatiche eseguono l’intero ciclo senza intervento diretto dell’operatore. Il controllo avviene da remoto tramite un pulpito dedicato, dal quale vengono impostati parametri di lavorazione, velocità e profondità di passata.
L’operatore supervisiona il processo attraverso sistemi di monitoraggio video, intervenendo solo in caso di anomalie o per il cambio lavorazione.
La tecnologia brushless garantisce precisione nella gestione della rotazione e della coppia. I pannelli LCD consentono di visualizzare in tempo reale lo stato della macchina e di individuare eventuali criticità prima che compromettano la lavorazione.
Questa configurazione diventa indispensabile quando la sicurezza e l’ambiente di lavoro richiedono il distanziamento dell’operatore dalla zona di lavorazione, come negli impianti nucleari o in presenza di materiali che generano fumi o polveri nocive durante la molatura.
La G800 per settore nucleare
La molatrice automatica G800 rappresenta l’evoluzione per applicazioni estreme. Il disco da 800 mm sviluppa la potenza necessaria per lavorare spessori fino a 250 mm, tipici delle strutture di contenimento nucleare e dei grandi recipienti in pressione.
La configurazione multifunzione permette di intercambiare il disco molare con un sistema di nastratura per operazioni di finitura superficiale, eliminando la necessità di attrezzature separate. La testa può essere montata su carrello o su manipolatore secondo le dimensioni del manufatto.
Il sistema CCTV trasmette immagini ad alta definizione al pulpito di controllo remoto, permettendo all’operatore di monitorare con precisione l’avanzamento della lavorazione da posizione sicura.
Confronto: manuale vs semiautomatica vs automatica
Criteri di scelta principali
Il volume produttivo rappresenta il primo discriminante. Per interventi occasionali o manutenzione sporadica, la molatrice manuale offre il miglior rapporto tra investimento e utilizzo. Produzioni medie con ripetitività moderata trovano nelle semiautomatiche il punto di equilibrio tra costo e prestazioni. Grandi serie o lavorazioni continue richiedono invece l’automazione completa per risultare economicamente sostenibili.
Anche la tipologia di pezzi influisce sulla scelta: geometrie variabili e non standardizzate beneficiano della flessibilità manuale, mentre corpi cilindrici di dimensioni ricorrenti sfruttano appieno l’efficienza delle soluzioni automatiche. Gli spessori da lavorare determinano la potenza necessaria: oltre i 100 mm, solo macchine di grande diametro garantiscono risultati accettabili.
Le competenze disponibili in azienda condizionano l’efficacia dell’investimento. Le semiautomatiche richiedono una formazione minima, mentre le automatiche necessitano di operatori in grado di gestire programmazione e controllo remoto. Anche la manutenzione ordinaria diventa più complessa all’aumentare del livello di automazione.
Quando scegliere quale soluzione
Scegli la manuale se lavori su lamiere piane, con lotti ridotti, geometrie sempre diverse o budget limitato. Accetta tempi di lavorazione più lunghi e maggiore dipendenza dall’operatore.
Opta per la semiautomatica quando produci virole e corpi cilindrici in serie medie, vuoi ridurre drasticamente i tempi mantenendo flessibilità, oppure devi lavorare sia all’esterno che all’interno dei manufatti. È il compromesso ottimale per la maggior parte delle carpenterie e delle caldaie industriali.
Investi nell’automatica per produzioni seriali, settori critici come nucleare ed energetico, spessori oltre i 150 mm o quando sicurezza e controllo remoto sono requisiti vincolanti. Il ritorno sull’investimento si misura in anni, ma diventa significativo con un utilizzo intensivo.
Vantaggi rispetto alla molatura manuale tradizionale
La molatura con mola angolare manuale resta diffusa per semplicità e costo contenuto dell’attrezzatura, ma presenta limiti operativi evidenti. La pressione esercitata dall’operatore varia costantemente, generando irregolarità nel canale di saldatura che compromettono la penetrazione uniforme nelle passate successive.
Le vibrazioni prolungate causano affaticamento muscolare e aumentano il rischio di patologie professionali. La postura necessaria per mantenere angolazione e pressione corrette risulta ergonomicamente sfavorevole, limitando la durata delle sessioni di lavoro e la concentrazione dell’operatore.
Le molatrici professionali eliminano questi problemi alla radice. L’avanzamento controllato elettronicamente o pneumaticamente garantisce un’asportazione uniforme, mentre il fissaggio rigido alla struttura azzera le vibrazioni trasmesse all’operatore. La qualità costante si traduce in saldature finali più resistenti e conformi alle normative di settore.
I rischi di infortunio si riducono drasticamente: niente schegge proiettate verso l’operatore, niente perdita di controllo della mola, niente esposizione diretta a scintille e polveri. Per aziende certificate secondo UNI EN ISO 3834 sui requisiti di qualità nella saldatura, l’adozione di attrezzature professionali diventa requisito quasi obbligatorio per mantenere standard documentabili e ripetibili.
La scelta tra molatrice manuale, semiautomatica o automatica determina produttività, qualità e sicurezza delle lavorazioni di ripresa saldatura. GBC offre soluzioni per ogni esigenza, dalla carpenteria leggera agli impianti più complessi. Contattaci per una consulenza tecnica personalizzata.